venerdì 3 settembre 2010

Saturnia

Antonia Calabrese 
Saturnia (2009)
gouache su cartone telato cm. 40×50 

“Saturnia”, era uno degli appellativi della Dea Giunone. Dagli antichi Romani, Giunone fu progressivamente fatta coincidere con la Dea Era della mitologia greca, divenendo così moglie di Giove e la più importante divinità femminile del Pantheon Romano.  Assieme a Giove e Minerva, faceva parte della Triade Capitolina. Essendo un’antica divinità del matrimonio e del parto, era spesso raffigurata nell'atto di allattare. Era anche considerata protettrice degli animali e le era sacro il pavone. In quanto sorella e sposa di Giove, Saturnia era considerata dagli antichi Romani come la regina degli Dei. Veniva venerata come Iuno Regina in quanto protettrice dello Stato Romano, come Iuno Pronuba, protettrice del matrimonio, Iuno Lucina in quanto protettrice delle nascite e dei bambini, Iuno Sospita, cioè "propizia", Iuno Moneta, Colei che ammonisce, Iuno Viriplaca, che placa l’ira dell’uomo. Ci si rivolgeva a Lei come “Saturnia”, non solo per ricordare che è figlia di Saturno, ma in quanto “Sapientia”, nel senso di Scienza intellettiva, come nel greco "Sophia", cioè Sapienza divina. E’ la Dea del raziocinio, del buonsenso, dell’equilibrio, del giudizio e del Fato; la sposa del Dio del Cielo luminoso, Giove, Padre degli dei e, la Personificazione del senno divino al femminile. E’ in un certo senso madre della creazione ed al tempo stesso, è il suo cardine centrale, in quanto rappresenta l’aspetto femminile di ogni cosa. E’ il sacro divino al femminile, Saggezza e Prudenza come dominio sulle passioni, alla base di tutte le virtù. Il suo culto era legato al ciclo lunare dei primitivi popoli italici. Le erano dedicati il mese di giugno (a cui dà il nome) e i Matronalia, festività tenuta il primo giorno di marzo. 


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